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'Torniamo all'antico e sarà progresso' di Nedis Tramontin

 

 E' da parecchio tempo che persone ed amici mi chiedono perché non voglia impiegare il compensato marino nella costruzione di barche e specialmente in quella della gondola, e il motivo c'è: innanzitutto vorrei far sì che il nome che mi hanno lasciato i miei "vecchi" resti immutato per tradizione ed impiego dei materiali, e in questo stesso impegno spero prosegua mio figlio Roberto.

Come costruttori di gondole siamo stati fornitori dei Reali Savoia, Prefettura, Comune di Venezia, Questura e Comando dei Carabinieri.

La gondola è un'imbarcazione particolare, diversa dalle altre, vengono impiegati ben otto tipi di legno, ogni tipo ha la sua caratteristica: il rovere perchè legno molto duro e reperibile in tavole che superano i 14 metri, l'olmo perché è elastico e ottimo per fare i sanconi, l'abete perché leggero e resistente in acqua salata (per l'acqua dolce sarebbe più adatto il pino), il ciliegio perché si può curvare con il fuoco, il larice perché resinoso e, con un preventivo trattamento di stagionatura, dura moltissimo, il mogano perché per fare le tavole di prua è adatto in quanto si trovano tavole larghe e prive di nodi, il tiglio utilizzato per i "sochetti" di poppa e prua perché non si altera con le escursioni termiche, il noce cha data la sua duttilità, se bagnato, favorisce la messa in opera di rifinitura.

La gondola costruita secondo le nostre abitudini dura circa 14 anni, dopo questo periodo occorre il lavoro di rimessaggio in cui vengono sostituiti il fondo e il pescaggio con nuovo abete. L'esperienza di anni mi ha insegnato che se si ha cura della barca con il rimessaggio per la sostituzione del fondo e se i sanconi vengono verniciati a fuoco si può avere ancora altri 10 anni di vita per la gondola.

Fino al momento in cui il gondoliere non è andato in pensione, qualche anno fa, girava ancora per i canali una gondola che avevo costruito una quarantina di anni prima, porto come esempio questo caso per dimostrare che se la gondola è fatta secondo materiali utilizzati da anni, diventa molto semplice sostituire i pezzi, mentre il compensato marino crea diversi problemi. Anche l'impiego di colla e stucco mi lascia perplesso e ho avuto modo di constatarlo quando, mesi fa, mi è capitato di sostituire l'asta di poppa di una gondola non costruita nel nostro cantiere: per un lavoro che di solito impieghiamo 2 ore me ne sono occorse ben 8 in quanto ho dovuto scalpellare piano piano per non far danni ed eliminare tutta la colla, questo perché non erano stati utilizzati i sistemi tradizionali: 18 viti circa su tutta l'asta.

Ho intrapreso anche un esperimento: ho preso un pezzo di compensato marino omologato Rina, l'ho pesato e messo in acqua per 14 giorni con previa pesatura: 442 grammi, ma alla fine dell'esperimento il compensato pesava 662 grammi, quindi si era imbevuto per ben 220 grammi d'acqua, lo stesso esperimento lo sto facendo con i vari tipi di legno che di solito utilizziamo.

A questo punto mi viene da dire: Signori torniamo all'antico e sarà progresso.

Nedis Tramontin, 27 Febbraio 2005

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